lunedì 18 gennaio 2016

il leviatano carnevalesco di paola bandini

Il lavoro di Paola Bandini è impostato sulla ripetizione di un modulo che, attraverso variazioni formali più o meno marcate, propone una casistica espressiva di notevole interesse plastico. Il singolo modulo, una maschera in ceramica bianca, rossa o nera, sul quale Bandini interviene, determina un volto che sembra richiamarsi a situazioni carnevalesche, e che assume una sua connotazione solo se visto nell’ambito di una installazione complessiva.



Infatti, la forza della sua scultura sta nell’assemblaggio di elementi che concorrono a creare un “uno” che è fatto di “molti”, una specie di Leviatano nel quale è possibile incontrare anche noi stessi. È una rappresentazione di stati d’animo, una piéce teatrale nella quale ciascuno di noi assume nello stesso tempo, sia il ruolo di comparsa che di protagonista.




La dimensione carnevalesco/teatrale sembra  ribadita pure dall’espediente di far scendere dal soffitto simulacri di nastri che ricordano le stelle filanti o i tendaggi di un palcoscenico. Ma la rappresentazione è lontana dal fasto rumoroso della piazza, il pubblico è silenzioso, l’opera è bloccata, è il volto di un mimo cristallizzato in un’unica espressione che, in quanto maschera, diventa immediatamente riconoscibile e universale.


mercoledì 13 gennaio 2016

il viaggio/ritratto di nicola bernardi

“Humans” è il titolo di un progetto fotografico di Nicola Bernardi che racconta un aspetto dei suoi innumerevoli viaggi. “Humans” è il ritratto di persone che vivono la loro quotidianità, è una sorta di reportage sulla vita di uomini e donne immersi in particolari universi  urbani.



Ciascuno di noi, in qualche modo, contribuisce alla storia del pianeta. Il fatto stesso di vivere, di lavorare, o di compiere qualunque attività, ci porta a essere parte di uno straordinario processo evolutivo. Nel discorso di Bernardi è l’uomo – e più in particolare chi fa arte – a porsi al centro dell’universo, è l’uomo con la sua fisicità e la sua spiritualità a trasformare le cose. L’obiettivo di Bernardi assume la connotazione di un occhio che osserva la forza che prorompe dal volto e dal gesto delle persone. Il fotografo, in questo caso, si assume il compito di cristallizzare con un’immagine l’essenza dell’uomo, diventando quasi iconografico e riuscendo talvolta a evocare i suoni e i profumi di un mondo lontanissimo nel tempo e nello spazio.




La figura umana appare così un’entità concreta che si muove all’interno di un percorso che si richiama ai valori del Rinascimento e, come in certe immagini di quell’epoca, diventa oggetto d’arte che è opera d’arte, in una esplosione di gesti che riescono a confermare l’unicità e la bellezza di un lavoro potente e intelligente.